Gli acciai da costruzione non legati sono materiali a base di ferro con un basso contenuto di carbonio. Grazie al loro costo contenuto e alle buone proprietà meccaniche, trovano largo impiego soprattutto nei settori siderurgico e meccanico. Questi tipi di acciaio rappresentano oltre il 90% della produzione complessiva del settore, a dimostrazione della loro importanza industriale.
Vengono comunemente commercializzati sotto forma di barre o profilati, ottenuti tramite laminazione a caldo o trafilatura a freddo. Dal punto di vista delle proprietà, si distinguono per essere materiali duttili, facilmente lavorabili, con una buona flessibilità e resistenza. Tuttavia, non possono essere sottoposti a tempra. È interessante notare che al crescere del tenore di carbonio, aumentano anche durezza e resistenza del materiale.
Grazie alla loro economicità e alle caratteristiche più che adeguate per numerose applicazioni, gli acciai non legati vengono spesso impiegati nella realizzazione di componenti per macchinari e strutture metalliche, purché non siano richiesti particolari trattamenti termici. Si tratta di materiali semplici, ma comunque affidabili per molti utilizzi comuni.
Per ottenere l’acciaio, si parte dalla ghisa, una lega che contiene fino al 4% di carbonio insieme ad altri elementi indesiderati o presenti in eccesso, come silicio, manganese, zolfo e fosforo. La trasformazione della ghisa in acciaio avviene attraverso un processo chiamato “affinamento”, durante il quale il contenuto di carbonio viene ridotto e le impurità quasi completamente eliminate. A questo processo segue un ulteriore trattamento volto a migliorare la qualità finale del materiale.
Una volta giunto a fine vita, l’acciaio viene recuperato, selezionato per tipologia, rifuso e riutilizzato, dando vita a nuovi prodotti. È bene ricordare, infine, che l’acciaio da costruzione non legato è soggetto a corrosione (ruggine) e ha una resistenza al calore piuttosto limitata.
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