I pannelli truciolari vengono ottenuti pressando una miscela di trucioli di legno e resine sintetiche ad alte temperature e sotto pressione, fino a formare pannelli solidi.
Esistono diverse tipologie di pannelli truciolari: quelli monostrato, composti da uno strato omogeneo di trucioli distribuiti uniformemente, e quelli multistrato (a tre o più strati), in cui uno strato centrale più leggero è racchiuso tra due strati superficiali più densi. La compattezza dei vari strati dipende dalla granulometria dei trucioli impiegati: trucioli più fini conferiscono maggiore densità.
La produzione avviene utilizzando legno di recupero o legni meno pregiati, come abete rosso, pino, faggio, pioppo e ontano. Questi materiali vengono frantumati attraverso grandi sfogliatrici per ottenere trucioli destinati agli strati esterni o interni. I trucioli vengono poi essiccati fino a raggiungere un’umidità compresa tra il 3% e il 5%, quindi selezionati e miscelati con resine.
La composizione tipica dei pannelli truciolari comprende una percentuale di legno tenero compresa tra il 70% e il 90%, con un’aggiunta fino al 20% di legni duri. Il legante, in genere una resina urea-formaldeide, costituisce tra il 5% e il 10% del totale. In alcuni casi vengono aggiunti anche agenti idrorepellenti, come paraffine, in una proporzione variabile tra lo 0,3% e il 2%.
Grazie al costo contenuto e alla versatilità d’impiego, i pannelli truciolari trovano largo utilizzo nel settore dell’arredamento e nella realizzazione di elementi per interni.
Fonte principale della descrizione
Material-Archiv. (2024). Spanplatten. Material-Archiv.
Altre fonti
Natterer, J., Volz, M., Volz, M., & Herzog, T. (2001). Atlante del legno ([rist.]). UTET.







