Queste piastrelle sono realizzate prevalentemente in plastica riciclata, sviluppate come applicazione di design nell’ambito dell’economia circolare. Il progetto nasce con l’obiettivo di valorizzare i rifiuti plastici marini, in particolare le reti da pesca dismesse.
Dal punto di vista tecnico, il processo produttivo prevede diverse fasi. Le reti da pesca vengono raccolte, pulite e selezionate per tipologia di polimero, con una prevalenza di polietilene ad alta densità (HDPE). Il materiale viene poi triturato e granulato per ottenere una materia prima secondaria. A questa si aggiungono additivi funzionali (stabilizzatori UV, antiossidanti, compatibilizzanti) con lo scopo di migliorare la resistenza meccanica e la stabilità termica del prodotto finale.
Il materiale composito così ottenuto viene quindi sottoposto a stampaggio a compressione o colata in stampi dedicati, da cui si ottengono le piastrelle con le dimensioni e le texture desiderate. Le proprietà estetiche — colore, venature e finitura superficiale — derivano direttamente dalla composizione e dalla provenienza dei polimeri utilizzati, senza l’aggiunta di pigmenti artificiali.
Presentano una buona durabilità e una resistenza chimica tipica dei polimeri termoplastici stabilizzati, ma risultano meno adatte a contesti ad alta sollecitazione meccanica o termica rispetto a ceramiche tradizionali. L’uso principale è pertanto orientato a rivestimenti interni e a elementi decorativi.
Fonte principale della descrizione
MaterialDistrict. (2025, January 10). Coldharbour fishing net tiles. Retrieved October 29, 2025





